La #dieta funzionale di Sara Farnetti, specialista di nutrizione funzionale, ritiene che non esistano alimenti che fanno ingrassare ma solo combinazioni di cibi sbagliate, quindi il sovrappeso dipende da questi abbinamenti scorretti. Quando gli alimenti vengono combinati correttamente, condizionano il lavoro degli organi e la liberazione degli ormoni che determinano l’accumulo di grasso in certe zone del corpo. Ad esempio, se consumiamo una determinata combinazione di alimenti stimoliamo la produzione di insulina mentre con un’altra quella del cortisolo, quindi ad ogni pasto abbiamo l’occasione di programmare la nostra longevità, oppure di attivare l’ormone che fa ingrassare o viceversa che fa dimagrire. Il menu settimanale della dieta funzionale prevede precise combinazioni di cibi evitandone altre.

Al mattino è importante evitare troppi carboidrati; una colazione tipo comprende una fetta di pane tostato con olio EVO e una tisana. Gli spuntini di metà mattinata e del pomeriggio includono soprattutto frutta secca, semi e cioccolato fondente.

A pranzo si può consumare, per esempio, del riso con un contorno di verdure ma bisogna evitare di abbinarlo con la frutta, perché questa combinazione aumenta la secrezione di insulina a svantaggio della linea. Le verdure più consigliate sono rucola e radicchio, da mangiare insieme a pesce, carne bianca, uova e formaggi magri.

La cena della dieta funzionale prevede diverse combinazioni, per esempio pasta e verdura che forniscono carboidrati e favoriscono il sonno. Ottime la lattuga fresca associata a pasta, riso o anche cereali con condimento di olio EVO. L’olio è molto consigliato perché riduce l’assorbimento di zuccheri e la secrezione di insulina, a tutto vantaggio del peso forma. La cena può essere terminata con delle verdure cotte lessate o stufate che contribuiscono a fornire all’organismo la giusta quantità di fibre e diminuiscono a loro volta l’assorbimento degli zuccheri. Se si ha voglia di fritti niente paura perché si possono mangiare; addirittura secondo la dieta funzionale aiutano il fegato e abbassano il livello di zucchero nel sangue, purché vengono fritti sempre in olio EVO e mai in olio di semi, a una temperatura di 180 gradi. Spezie e sale sono ottime per favorire l’ossidazione ma vanno aggiunte alla frittura solo una volta terminata la cottura. Inoltre è meglio mangiare il fritto dopo le verdure crude miste, in modo da rendere più semplice il lavoro ai reni riducendo al tempo stesso l’indice glicemico del pasto complessivo.

Un esempio di pasto funzionale e di stagione? Carciofi crudi con scaglie di grana e riso thai!